| Questo micro viaggio toccata e fuga
in Svizzera era in ballo da luglio; visto che il mio lavoro richiede
che mi debba muovere abbastanza spesso quindi, malgrado lo sbattimento
che coporta zurich-firenze in macchina per due soli giorni, anzi in camper,
il viaggio era obbligatorio e amen. Lo avrei fatto con mio padre, e proprio lui mentre finivamo di preparare le ultime cose, mi dice: "Ma come, non metti su anche la tavola?" Io mi illumino e gli spiego che non contavo avremmo avuto il tempo di trovare dei prati succulenti per sciallarmi con il mountainboard.. invece lui l’aveva già messo in conto, anzi aveva fatto in modo di avere un po’ di tempo proprio perché io potessi finalmente testare l’agognata Svizzera (santissimo padre che ho!). Tavola a bordo quindi e partiamo! Lunedì viaggiamo con molta calma verso Zürich, appena varcato il confine si iniziano a vedere laghi e montagne, molto familiari ma sempre emozionanti, la Svizzera è sempre decisamente bella. Passato il tunnel del San Gottardo, quindi all‘uscita di Adermat, inizia il diluvio: freddo pioggia nebbia, inverno quasi a tutti gli effetti, noto che ogni volta non riesco a scorgere Andermat, neppure quando sono salita lo scorso inverno sono riuscita a vederlo da quanto nevicava! Durante tutto il tragitto a destra, a sinistra, sotto, sopra, non ci sono che prati.. prati lunghi,corti,ripidi dolci alti bassi, prati da santificare e benedire, verdi e lucidi di pioggia, uno spettacolo da assumere con moderazione, o si rischia l'ictus.. Insomma il lunedì, passa e termina, noi arriviamo a Pfäffikon, paese sul lago di Zürich. Il martedì verso mezzogiorno eravamo liberi, avevamo fatto tutto e non ci restava che cercare un posto da mountainboard: ed è quello che abbiamo fatto.Solo che non riuscivo a decidermi, erano troppi i prati e troppo belli e perfetti, un disastro quasi, finchè non ci è apparsa davanti la stazione di Sattel-Hochstuckli, praticamente sbucata fuori dal nulla. Sotto vedo questa splendida pista larga verdissima e deserta, il tempo era ancora pessimo, con una lievissima pioggia di nebbia e un freddo quasi fastidioso. Scendo nell‘erba fradicia e dopo dieci minuti sono zuppa e fangsa ma con un sorriso che sono sicura faceva invidia.. Devo inoltre dire che sono rimasta soddisfatta della mia lyon, che malgrado soffra decisamente nel freeride, si è comportata benissimo, molto più di quanto mi aspettassi, e devo anche ammettere che per la conduzione avere il tallone libero è la scelta migliore, Daniele docet (ma io sono come san tommaso). Questa magnifica pista è la migliore che ho avuto modo di testare in questi ultimi due mesi fra dolomiti appennini e alpi, perché si presenta pressochè perfetta in quanto a fondo pendenza varietà di terreno . Insomma sono tornata ieri da questo salto in paradiso e già me lo sogno ad occhi aperti. Lo spot si trova nel cantone di Schwyz, Svizzera tedesca, più precisamente a Sattel; risalita come detto in funivia, l‘unica pecca è il costo: otto euro.. ma la spesa la vale decisamente. Doveroso un grazie al buon padre santo che ha realizzato le foto. Karin |