Rock to Fakie 2005: Atb e vagabondaggio.
Siamo reduci da una settimana a dir poco campale, che ha avuto il suo culmine venerdì sera, con lo svolgersi della prima edizione del "Rock to Fakie" splendida manifestazione in quel di San Felice Del Benaco (BS) con concerti, writing, skate e ovviamente, mountainboard!

Un doveroso ringraziamento va a tutti quelli che, a vario titolo, si sono sbattuti tanto per far si che tutto potesse andare per il verso giusto.
In particolare a coloro che, armati di piccone e badile fino alle 2 di notte, ci hanno aiutato a costruire la rampa nelle serate che hanno preceduto la festa: Rudy, i ragazzi di "Bragamola" Bragamola.com, il "J" Strokeshop.it,   Marco Sabbiemobili.net (che ci ha trovato la ruspa) e tutti quelli di cui non ricordo il nome, sorry.



I lavori.

Inizialmente abbiamo avuto a disposizione una ruspa con la quale è stato fatto il grosso del lavoro (la forma di base della rincorsa e il mucchio di terra che sarebbe divenuto poi un vero e prorio fun-box).
Una volta preparato lo shape di base abbiamo dovuto aggiungere un paio di decine di quintali di terra per allargare il salto e dare il "giusto" shape a flat e landing.


La cosa più difficile (data la nostra scarsa esperienza) è stata sicuramente tentare di quantificare l'altezza della rincorsa in corso d'opera, con il terrore che, una volta ultimati i lavori, potesse risulare scarsa.
Fortunatamente non è stato così, anzi abbiamo addirittura scavato una seconda piazzola di partenza più in basso rispetto a quello che avevamo inizialmente calcolato.


Quando si tratta di pressare la rincorsa ogni metodo è buono, ma la cosa migliore è scenderci con il mountainboard, prima però bisogna schiacciare almeno un pochino la terra perchè altrimenti le ruote affondano nel terreno troppo cedevole e si rotola (questo l'abbiamo testato più e più volte..)


Alla fine tutta la nostra fatica è stata premiata e questa è la rampa così come si presentava sabato mattina, si è mantenuta bene anche dopo essere stata utilizzata ed è stata apprezzata da tutti i riders, pur non essendo una struttura mostruosa ha permesso ai più smaliziati di provare grabboni e qualche 180 mentre chi aveva meno esperienza ha potuto saltare comunque e provare quindi a migliorarsi.



La demo.

Ha avuto inizio davvero presto: verso le cinque, con più di 30 gradi e bruttissimi nuvoloni neri che tuonavano minacciosamente i più impazienti (ed in prima fila il sottoscritto) hanno iniziato a provare il salto.
Dapprima sembrava davvero proibitivo, con una buona rincorsa ma pochissimo tempo per prepararsi allo stacco, ma man mano che ci si prendeva confidenza diventava sempre più facile saltare meglio, più in alto e iniziare a tirare i primi grab.
Prima che sopraggiungesse il buio (e con esso la stanchezza) si sono visti i trick migliori: fs1, bs1, sw bs1 e qualche 3 tentato e sbagliato di pochissimo. Oltre a questo un sacco di bei grabboni molto old school: nose e tail, indy, method, stalefish, lien, mute...

Con il calare delle tenebre l'atmosfera si è fatta ancor più spettacolare, con la luce dei fari ad illuminare le nostre evoluzioni, la musica dal palco a pomparci di brutto e fulmini da ogni direzione che sembravano proprio volerci rovinare la festa di lì a poco.

Siamo andati avanti così per un bel po' saltando tra una birra e quattro chiacchiere con amici vecchi e nuovi, tra gli sguardi e le domande di un sacco di gente incuriosita da questo modo mai visto per divertirsi andando su una tavola d'estate.
Anche il pubblico si è divertito (abbiamo addirittura strappato qualche applauso!), questo fa piacere e ci rende fiduciosi nella prospettiva di un Rock To Fakie 2006; indubbiamente ci siamo fatti notare (io ero talmente sudicio, sudato, pieno di fango e terra che, camminando in mezzo alla gente sotto al palco, tutti si scansavano con sguardo schifato ed esterrefatto).

Video1 Video2 Video3
I filmati disponibili per ora sono solo un assaggio, non appena ne recuperemo degli altri (se qualcuno ha del girato interessante me lo comunichi a info@boardoffroad.it ) non mancheremo di aggiungerli a questa pagina.


Facce da festa.
 
 
 
 

Lo sbaracco.
Finito di saltare è stato il momento di dedicarsi alla birra aiutando i ragazzi dello stand a finire l'ultimo fusto prima di smantellare la zona ristoro, è stato un duro compito ma qualcuno doveva pur farlo..
Qui ci stà un doverosa riflessione ovvero: alcool e sport non vanno d'accordo, specie quando si tratta di saltare sul duro: prima si salta e poi si beve!
Questa è stata la lezione imparata suo malgrado da Fredi che si è guadagnato un gomito lussato e qualche settimana di gesso per essere arrivato già completamente ubriaco ed aver saltato ugualmente nonostante non si reggesse in piedi (prima che partisse l'ho trovato in cima alla rincorsa che dormiva ed era davvero marcio).
In ogni caso ha beneficiato di una nottata dentro ad un letto vero ed una colazione a scrocco dell'A.S.L. mentre noi, fedeli fino in fondo al nostro spirito di vagabondi, abbiamo montato le tende all'alba (è proprio il caso di dirlo) delle cinque.

Risveglio traumatico con almeno 40 gradi nella tenda e il sottofondo degli operai che smontano il palco, impossibile continuare a dormire in quelle condinzioni (ma non per Cecco che dormirebbe pure nella turbina di un aereo in fase di decollo) e visto che non c'è modo di svegliarlo lo lasciamo lì, sotto al sole, in quella specie di forno che è la tenda, mentre andiamo prima a fare colazione e poi all'ospedale a recuperare Fredi. Torniamo poco prima di mezzogiorno chiedendoci se il bell'addormentato nella tenda si sia sciolto oppure no..

Dopo aver smontato il nostro piccolo campo nomadi c'è ancora tempo per farsi un giro nella mini da skate, andare a prendere qualche pizza e traferirsi poco lontano, sempre con le nostre tavolette, con le migliori intenzioni di rimettersi a girare.
Ma la distruzione si fa sentire, le botte, il poco sonno e in generale i postumi della serata ci fanno optare per una riposante sbaraccata. Anche se quando si ha un mountain vicino è praticamente impossibile non farci neppure un giretto.

Ed ecco i commenti di Simone e Michele "Mike":

Venerdì 02 Settembre: l' avvicinamento al Mountainboard comincia, dopo i primi contatti con rider praticanti (viva la rete!) è arrivato finalmente il giorno di vedere questo sport che fino a quel giorno era poco più di un "sentito dire"... l' occasione era per l' appunto il "Rock to Fakie" a S. Felice.
Arrivo in serata, la festa era già nella fase calda, le band cominciavano ad accordarsi e il cielo si stava scurendo.
Il mio primo obbiettivo era individuare la zona dedicata al mountain, cosa che si è rivelata semplicissima perchè la struttura realizzata per l' occasione non passava certo inosservata, tutt' intorno un folto gruppetto di persone cingeva la zona del landing e ancora più in prossimità della struttura si vedevano i rider tutti con la loro tavoletta appresso e qualche kg di terra sui vestiti!
Già così mi sembrava una scena già vista, più in alto... con la neve a farla da padrona, ma sostanzialmente snowboard e mountain (come molti altri sport della "family" del traverso) hanno in comune ben più del fatto di stare su una tavola. Lo spirito che pervade l' ambiente, rider i primis, è il medesimo: spararsi trick, grabbare, menate continue su materiali, spot, manovre, conduzione e sempre e comunque divertirsi condividendo la stessa passione.
Cerco il mio "contatto" anche questo si rileva semplice, e grazie anche all' aiuto di qualche birra, mi trovo subito a mio agio, "sento" che l' ambiente è il mio (provengo dallo snow) faccio così conoscenza anche con altri ragazzi, subito disponibilissimi a darmi consigli e valutazioni sull' Atb e tutti i suoi aspetti (il mountain in Italia è poco conosciuto ma finchè ci sarà gente così le cose non potranno che migliorare...). Passa il tempo e io continuo a guardare i rider che si macinano il loro funbox, cercando già di carpire le tecniche e i movimenti, ancora non lo sapevo ma ormai ero già vittima del MOUNTAINBOARD!!!

In sostanza bellissimo, il primo contatto "live" con il mountain e il suo mondo, che poi è lo stesso dello snow, gente che si diverte a fare quello che più gli piace: andare di traverso!

La sera stessa poi, gita al pronto soccorso di Desenzano, alla fine è stato divertente anche quello (nonostante abbiamo aspettato dalle undici e mezza fino all'una, tra infartati e bambini) grazie anche alla compagnia di Mike: verso le undici infatti, durante un salto, uno dei ragazzi che avevo conosciuto pochi minuti prima (sostenedo tipiche conversazioni alcoliche...) atterrava in maniera diciamo non proprio pulita...
Brutta botta, dopo alcuni rantoli e contorsioni doloranti sulla dura terra la situazione sembrava rientrata, ma dopo aver visto il gomito dello sfortunato rider, ci si rendeva conto di dover fare una controllatina presso il pronto soccorso.
E così nasce una serata, per certi versi già diversa dal normale, del tutto insolita: io, la mia ragazza l' infortunato, e Mike (li conoscevo sì e no da due ore!) ci troviamo in sala d' aspetto del pronto, popolato da una "simpatica" fauna ambulatoriale notturna!
Noi non ci tiriamo indietro, e se già non si può dire che passavamo inosservati (Mike e Fredi sembravano reduci da una battaglia campale in una palude, per di più persa!), sparandoci panozzi di Mc' Donaldiana origine e discutendo animanamente sul fatto che sia meglio un track da skate oppure uno a molle, avevamo colorito di parecchio la piccola sala.
Aspettiamo.. tanto, ormai anche il temporale è venuto a farci compagnia... Giungono notizie: lussazione... un paio di piani... salutiamo Fredi (nanna in ospedale x precauzione) e poi a casa anch'io, per questa notte poteva bastare...

Lunedì 5 settembre 8.30, viaggio in macchina per andare a lavorare a Vicenza...
guardo a destra e sinistra della corsia dell'autostrada, non vedo le macchine, le case o le fabbriche il mio sguardo però è in cerca di altro...
Sono cumuli di terra ce ne sono di forme diverse, altezze diverse, non li avevo mai notati prima... la vista si annebbia e i cumoli prendono forme diverse quasi aereodinamiche... una lacrima scende sul mio viso ... sarà il ricordo di questo bellissimo weekend trascorso o il fatto che girandomi per ammirale ho appoggiato la coscia e il braccio dx (fortemente provati) al sedile del passeggiero.
Sicuramente è il ricordo di questo we, l'adrenalina delle prime discese dalla "RAMPA", i consigli dei rider più esperti, i complimenti per un atterraggio decente, il fatto di conoscere un sacco di persone con cui si riesce a legare subito (anche per un timido come me) e con cui condividere gioie e dolori (sopratutto per freddy).
Un BigMac al pronto soccorso, una brioche alle 4 della mattina, 60 gradi centigradi alle 9 nella tenda di scuby, la voglia, nonostante le botte e le abrasioni, di risalire su quello strano "skate con le ruote"....
Sarà il mountainboard sarà il gruppo che si stà sempre più allargando... ma che dire se non MITICI !


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